Dentro la mia testa

sintomi-ansiaDentro la mia testa

Esco dal cocktail bar, dal lavoro, dalla mia nuova fonte di guadagno.

Sono diventato un runner, back and aperitif preparation.

Tradotto: quello che fa il cameriere che aiuta anche il barman, che fa i taglieri salumi e formaggi e soprattutto lava un sacco di bicchieri.

Finito il turno butto giù un ciupito di rum con i colleghi , il sapore è forte e mi gratta la gola ma fingo di star bene come se avessi bevuto dell’acqua, poi mi offrono qualche tiro di Marijuana, perché no, solo per darci la buonanotte.

Devo ancora tornare a casa e non ho una macchina, meglio.

Andiamo a piedi, non ho voglia di star fermo ad aspettare l’autobus.

Cammino.

Dio solo sa quanti km ho fatto negli ultimi due anni.

Tre di notte, strade deserte.

Non ho le cuffie per la musica, c**o zero distrazioni, ecco che il mio cervello parte automaticamente a pensare, lo sento.

Mi rendo conto che spesso uso il mio cervello come un modesto motore di ricerca della mia vita, del mio passato e delle mie scelte.

Scaviamo un po’ e vediamo se c’è qualcosa da pensare per intrattenermi.

Ah si!

Proviamo con le parole chiave:

Ansia – lavoro – oggi

Caricamento…

Eccoci!

Ansia delle ore 22.30, data 10/11/2017

Devo memorizzare i vini, ma il mio cervello si rifiuta.
Andiamo al frigo dei vini bianchi, dunque abbiamo Renosu Bianco, Francia Corta, un Poldo, un Lucido, Eureka e un Sauvignon.
M***a sono troppi non riesco a ricordarli subito, perché non ho un quoziente intellettivo altamente sviluppato? Eppure scrivo canzoni, me li ricordo tutti i miei testi, che razza di cervello ti hanno dato in dotazione? Devo provare a scrivere i nomi dei vini su un foglio?

No troppo sbattimento.

Dai ce la posso fare, continua a ripeterli nella testa, respira e… ok ok penso di saperli.

Andiamo dai clienti.

Probabilmente ordineranno qualche cocktail dal menù, sarà semplice e andrà tutto liscio.

“Vorrei un vino bianco, secco leggermente fruttato che rimanga rotondo in bocca e con le bollicine, che cosa avete?”
Ma guarda questo brutto figlio di…

Cosa vuoi che ne sappia, proprio quello doveva chiedermi?!

Zero totale, adesso non me ne ricordo neanche uno ma perché?
Aspetta con le bollicine? Ne abbiamo solo uno. Pensa in fretta ti stanno guardando!

“Certo le porto un Francia corta”
“Perfetto grazie”

Idiota, non potevi studiarli prima invece di sprecare tempo e rischiare di fare figure di….
È andata bene quindi evitiamo di auto insultarci.

Ritorniamo al presente che è meglio.

luna_notte2Sono nella mia solita modalità “Ghetto” a quest’ora della notte devo sembrare un po’ minaccioso per evitare che qualcuno mi possa dare fastidio.
Quindi, cappuccio in testa, chiavi in mano da usare come artigli e camminata rapida.
Le probabilità di essere rapinato si riducono un minimo, almeno credo.
Mentre cammino penso di odiarmi ma in senso positivo.
Il continuo odio che provo per me, fa si che possa crescere in qualche modo, sono maledettamente autocritico questo mi serve per migliorarmi.
A parte gli auto insulti che mi infliggo quotidianamente, c’è un altra vocina nella testa pronta a consolarmi e ci tiene a ricordarmi che l’esperienza è semplicemente l’insieme dei nostri sbagli oppure che la pratica porta alla perfezione.

Ma non trovo nessun messaggio figo per quanto riguarda l’ansia. L’ansia credo di averla ormai accolta nella mia vita come una vecchia amica che mi accompagna in tutte le cose nuove che faccio, mi rifiuto di contrastarla, le faccio invadere tutto il mio corpo, la sento scorrere nelle vene e poi raggiunge finalmente l’apice all’interno della mia testa.

Solo a quel punto inizia la mia ripresa, da lì riprendo il controllo della situazione ed è un momento magico, supero l’ignoto e faccio una nuova scoperta che poco prima mi spaventava.

Una pacca sulla spalla immaginaria arriva sempre in quel frangente e tra me dico: “ah sono molto fiero di me stesso”

Ma comunque i vini continui a non studiarli, perché te ne freghi, ti basterebbe…
Si sì ok per ora basta insultarmi da solo.

Arrivo a casa, ho davvero sonno, credo sia merito della Marijuana che ho fumato poco prima. Adesso mi ritrovo pure ad aver scritto un articolo da caricare sul blog, non voglio aspettare, lo carico adesso perché se aspetto che arrivi domani rischio di ripensarci sulle str****te che ho appena scritto e di stravolgere il testo.
Godiamoci il sonno che domani non si lavora.

Ciao blogghisti
NOAR

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Vivere da soli

solitudine

Vivere da soli è figo, hai la tua totale indipendenza  e bla bla… ma non è tutto rose e fiori, non sto parlando della rottura di scatole delle pulizie di casa, delle lavatrici o del cucinare. Parlo degli stati d’animo che vengono ingigantiti dalla solitudine, e stamattina mi è capitato di leggere un articolo mooolto interessante che tratta questo argomento nel dettaglio. Vi consiglio di darci un occhiata perché in alcuni punti ci sono anche citazioni di personaggi storici che fanno riflettere.

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Vita in Campagna

Ho passato circa 20 anni della mia vita in campagna.

Villafranca Piemonte, ne avete sentito parlare? No? Ve l’assicuro esiste e forse la trovate anche sulle cartine geografiche… Questo ridente paesello che conta circa 5000 anime, (compresi gatti, cani, mucche, maiali ecc…) ha fatto da sfondo all’inizio della mia storia.
Pensate: Io non abitavo in centro, ma vivevo a circa 3 km dal paese, quindi se volevi fare una spesa, comprare solo del pane o le sigarette, dovevi prendere la macchina o la bici finché le stagioni te lo permettevano.
Essendo dimenticati da Dio, dall’ecosistema e dallo stesso comune di Villafranca, quella stradina di 3 Km era spesso abbandonata a se stessa…

Vi faccio un esempio pratico:

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Tutto molto bello

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Di notte

Innanzi tutto ringrazio anche i nuovi iscritti al blog, ragazzi abbiamo superato il traguardo dei 200 followers! 😉
GRAZIE, non voglio però dedicare questo articolo solo ai ringraziamenti, bensì ad un episodio che mi è capitato proprio questa notte, mentre tornavo a casa dal lavoro, ve lo racconto!

Dunque:

Ecco che, dopo circa otto ore di lavoro presso la paninoteca in centro Torino, guardo l’orologio e si sono fatte le 3 del mattino.
Esco dal locale e mi faccio una passeggiata fino a casa.
Adesso vi faccio vedere alcune foto che ho scattato per le strade della città, così vi fate un idea dell’atmosfera che si crea quando non c’è un anima viva in giro.

Scusate la scarsa qualità delle foto ma il mio telefono è… come si può dire? Schifo della Terra? Ecco perfetto!

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