Vita in Campagna

Ho passato circa 20 anni della mia vita in campagna.

Villafranca Piemonte, ne avete sentito parlare? No? Ve l’assicuro esiste e forse la trovate anche sulle cartine geografiche… Questo ridente paesello che conta circa 5000 anime, (compresi gatti, cani, mucche, maiali ecc…) ha fatto da sfondo all’inizio della mia storia.
Pensate: Io non abitavo in centro, ma vivevo a circa 3 km dal paese, quindi se volevi fare una spesa, comprare solo del pane o le sigarette, dovevi prendere la macchina o la bici finché le stagioni te lo permettevano.
Essendo dimenticati da Dio, dall’ecosistema e dallo stesso comune di Villafranca, quella stradina di 3 Km era spesso abbandonata a se stessa…

Vi faccio un esempio pratico:

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Tutto molto bello

Oppure…

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WTF!?

Ecco…

Per non parlare delle bealere, che già da fine Agosto la mattina presto e la sera generano nebbia fitta o quando spalanchi le finestre per far circolare l’aria nella tua stanza ed un trattore con un carico pieno di letame, ti passa sotto casa …

Lo so, impostato così quest’articolo vi sembrerà un racconto da film horror… Lo è per certi aspetti… in realtà i bei ricordi sovrastano quelli brutti quindi complessivamente era un posto che fino a 16/17 anni ho apprezzato.

Parliamo del lontano 2004, avevo qualcosa come 10 anni e mi ricordo che a quel tempo era uscito da poco il film de Il Signore degli Anelli, non avete idea di come eravamo invasati per quella storia di Elfi, Hobbit, Orchetti e Maghi e Troll e cose e robe…

Li vicino a casa avevo a disposizione un bosco ben curato di proprietà della mia vicina di casa ricca! Era aperto a tutti quindi immaginatevi la scena, io con i miei amici passavamo i pomeriggi interi a giocare con i bastoni, costruivamo degli archi pessimi che non funzionavano mai ma tanto a noi non c’importava perché avevamo delle frecce invisibili ed infinite che andavano sempre a segno!

Quello si che era un bel gioco, anche nascondino in mezzo agli alberi, andavamo con vestiti mimetici e imitavamo i soldati quando si appiattiscono per terra per non farsi vedere, magari con l’aggiunta di qualche rametto addosso per diventare un tutt’uno con l’ambiente. Che figata… fossi cresciuto in città queste cose probabilmente non le avrei fatte…

Poi il fiume! Avevamo un fiume vicino a casa, dove organizzavamo barbecue, ci tuffavamo in acqua dai punti più belli dove c’erano zone altissime, anche zone idromassaggio  🙂 ci spaparanzavamo su punti dove il livello dell’acqua si abbassava e sentivi la corrente addosso, passavamo anche le notti li in tenda! (divorati dalle zanzare).

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Bello, bello si ma a una certo punto ti ritrovi ventenne in mezzo al nulla.

Voglio dire, cercare lavoro e spostarsi ( vi invito a riguardare le foto all’inizio di questo articolo per comprendere appieno le difficoltà che riscontravo) non era più posto per me.

Ci ritorno regolarmente per rivedere i miei genitori, vecchie amicizie, posti tranquilli dove puoi rilassarti lontano dal caos della città e alcune sere godere della vista di un cielo limpido e stellato.

Ma qualche opportunità in più l’ho trovata in città, è difficile essere indipendente oggi giorno, ma non impossibile.

I primi mesi sono un po tosti, parlo delle spese iniziali di un alloggio, caparra, cauzione… non uscivo di casa anche se avevo una voglia di festeggiare mi mancavano i piccioli per farlo. Ma eccoci qua a distanza di un anno sono riuscito a non dare fuoco al mio monolocale, il lavoro continua ad esserci, anche se a volte sclero ma fa parte del gioco… Il gioco dei grandi, pagare l’affitto, fare la spesa, gestire tutti gli aspetti della casa… a volte è difficile star dietro a tutto, ma diavolo questa situazione mi fa sentire vivo al 100%!

Un esperienza del genere è da fare, secondo me impari a stare al mondo, poi uno può preferire la campagna o la città oppure fare l’eremita in montagna.

Ho passato credo una buona infanzia, a contatto con la natura, sempre in bici sempre in giro, poi cresci cambiano le tue esigenze e cerchi di fare dei cambiamenti nella tua vita… credo sia normale, voi che ne pensate? Fatemelo sapere qui sotto 😉

Un saluto a tutti!

NOAR

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31 pensieri su “Vita in Campagna

  1. Giuliana ha detto:

    sei stato in gamba, molti preferiscono non fare nulla, restano attaccati alla gonna di mamma e poi si piangono addosso. Pero’… i luoghi della gioventu’ in mezzo alla natura incontaminata non abbandonarli mai, respirare aria pulita, vivere a contatto con la natura … non ha eguali 😃

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  2. Vittorio Tatti ha detto:

    Io ho fatto il cambiamento opposto: dalla città nella quale sono nato e ho vissuto per 35 anni (Genova), sono passato alla campagna del Basso Piemonte; ci abito da circa sei anni.
    Anche qua nebbia, boschi e torrente vicino a casa; mancano l’ADSL (navigo con una chiavetta che non prende quasi mai) e il supermercato più vicino sta a circa 6 chilometri di distanza (odio le auto, quindi o cammino o prendo il treno dal paese, che sta a 2 chilometri da casa mia).
    In cambio di qualche rinuncia, potrei dire, almeno c’è il silenzio (che adoro alla follia): peccato che, negli ultimi giorni, siano arrivati dei vicini di casa, quindi addio pace.
    Per questo, e per esigenze lavorative, temo proprio che sarò costretto a traslocare; sicuramente, però, non tornerò mai più alla vita di condominio.

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    • NOAR ha detto:

      Quanto ti capisco… i miei sono fuori dal mondo, hanno una chiavetta internet ma il più delle volte non prende, come i telefoni… devi metterti in punti strategici della casa per cercare di comunicare con qualcuno… almeno tu hai i treni, lì c’erano delle rotaie che poi han deciso di chiudere.

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  3. fulvialuna1 ha detto:

    Da Roma (che comunque rimane per me il tutto anche nel caos) sono andata ad abitare in un paesino di 2000 anime appena tra i monti…meraviglia, ora vivo tra boschi e ulivi in collina…ma le grandi opportunità sono nelle grandi città.
    Bello per un periodo, bello per chi ha età come me e la strada ormai è fatta, per i giovani no.
    Ma l’importante è non dimenticare….

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  4. lapenna ha detto:

    Quella che hai è un’opportunita’, sfruttare questo paesaggio meraviglioso per creare tu…… il lavoro che rispetti l’ecosistema,sai quanta gente se potesse verrebbe ad abitare li?il mondo non è solo connessione al cellulare e gente che di continuo muove il dito .Per avere qualcosa bisogna rischiare nella vita e credere in se stessi,sopratutto darsi da fare ……gli altri ti danno solo lavori con stipendi da fame.Nel mio appennino un posto così qualche anno fa era disabitato,ora due giovani tramite i finanziamenti europei hanno sistemato un casolare con terreno,buona cucina, una piscina su un panorama splendido,hanno creato un agriturismo che lavora moltissimo è sempre pieno anche d’inverno,anche recuperare lavori che non si fanno piu’ in una chiave diversa…..

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    • NOAR ha detto:

      Ciao Lapenna! Si il mio paesino credo sia mal gestito, pochi eventi, pochi posti per i giovani, servirebbe qualche iniziativa in più… sfrutto questo paesino per scrivere piccole storie che racconto qui, per quanto sia desolato e fuori dal mondo, mi ha regalato bellissimi ricordi 🙂

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  5. Rob ha detto:

    Ciao. Complimenti per l’articolo. Ti capisco sai? Io giocavo in un parco vicino a casa quando ero piccolo. E mi sono proprio divertito! Io però ho sempre voluto andarmene da qui ma non ci sono mai riuscito. Forse adesso ce la farò finalmente… ti terro aggiornato. Ho intenzione di seguirti perchè il tuo stile mi piace… ciao buona serata…

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    • NOAR ha detto:

      Ciao Rob! Ma grazie 🙂 io vivevo con i miei genitori quindi a una certa ero proprio stufo di tutto, del posto, dei limiti ed ho deciso di andarmene 😉 non appena sarai saturo anche tu, riuscirai a spostarti in maniera naturale. Tienimi aggiornato, a presto!

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  6. Andrea ha detto:

    Sei giovane, eppure passavi “pomeriggi interi a giocare con i bastoni, costruivamo degli archi pessimi che non funzionavano mai ma tanto a noi non c’importava perché avevamo delle frecce invisibili ed infinite che andavano sempre a segno”.
    Mi sembra di rivedere la mia infanzia, nonostante io abbia qualche decina d’anni più di te. Poi la confronto con quella dei bambini di città che i bastoni e i fiumi li vedono solo sulle loro consolle portati e penso che si, credo proprio che tu abbia avuto una buona infanzia!
    In bocca al lupo per la nuova avventura.

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      • NOAR ha detto:

        Io vivo a Torino più o meno da un anno emmezzo, mi piace la comodità nel senso che se ho bisogno di fare la spesa ho vicino a casa verdurieri, supermercati ecc… lo stesso vale per vestiti o qualunque cosa mi serva… quello che manca è la pace che trovavo in cambagna… anch’io abitavo in frazione, dormivo di un bene…

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